Geco Tokay una brutta nomea o errori gestionali?
Geco Tokay in cattività: una vita difficile
- Di Chiara Lorenzetti
I gechi Tokay (Gekko gecko) (Linnaeus, 1758) sono sauri di medie dimensioni, provenienti dal sud est asiatico, sono lucertole notturne, hanno abitudini perlopiù arboricole e si nutrono maggiormente di insetti, sono molto apprezzati nella cultura terraristica sia per la loro caratteristica livrea puntinata che per il loro richiamo particolare e rumoroso.
La detenzione in cattività di questi animali e il loro allevamento sono abbastanza frequenti in Italia, nonostante la loro gestione non sia proprio delle più semplici, e proprio per questo motivo, questi gechi si sono velocemente fatti la nomea di animali aggressivi e di difficile manipolazione ma… sarà davvero così?Partiamo col dire che questi rettili solitamente vengono alloggiati in terrari sviluppati in altezza, con temperatura e umidità controllate, nei migliori casi hanno a disposizione un’ambientazione di tipo naturalistico e quasi sempre sono mantenuti singolarmente nell’habitat, in moltissimi casi alimentati con la pinza e manipolati il meno possibile perchè appunto ritenuti di difficile contatto, state facendo anche voi cosi? Beh.. allora parliamone.
Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi scientifici sul comportamento di questi gechi, con risultati abbastanza singolari, in particolare, noi umani, ci siamo chiesti il perché di questo comportamento schivo e, se per caso, non dipendesse proprio dalle condizioni di cattività… e … dopo diverse prove… pare proprio di si.
Iniziamo la nostra analisi dal fissare due concetti: quello di NEOFOBIA ( ovvero la paura di ciò che è nuovo) nelle sue varie declinazioni e cioè alimentare, spaziale e materiale, e quello di NEOFILIA ( ovvero l’attrazione per le cose nuove) nelle stesse tre declinazioni, in ambiente naturale questi due parametri sono abbastanza importanti per la sopravvivenza di un soggetto in quanto, un alimento nuovo, uno spazio nuovo, un oggetto nuovo possono rappresentare sia un pericolo che una opportunità.
Poniamo il caso che, il nostro geco, in natura si trovi a dover affrontare una riduzione
significativa di habitat con un conseguente innalzamento della competizione per le risorse
primarie, e conseguentemente egli stesso ha più probabilità di essere predato, un ambiente nuovo ( anche diverso come ad esempio le mura di una casa) possono offrire un’opportunità di ampliamento, ma anche un’incognita, possono offrire nuove prede ( e quindi una variazione di dieta) ma anche potenzialmente pericolosa, e possono portare a nuovi incontri interspecifici ( come ad esempio quelli con l’umano) che possono rivelarsi proficui oppure estremamente pericolosi.
E’ facilmente intuibile che, questo animale, per sopravvivere in natura deve essere in grado di gestire tutte queste variabili, e quindi, è dimostrato, ed anche giustificabile che, un atteggiamento neofobico potrebbe rivelarsi più vantaggioso ed è più facile avere, come
risposta, un primo approccio di evitamento o di difesa verso la “novità”… ma sul lungo termine invece?
Sul lungo periodo, si possono apprezzare cose differenti, e più nello specifico si nota una
“curiosità” verso la neofilia spaziale ( quindi la colonizzazione di spazi nuovi) e verso quella alimentare con buoni gradi di successo, mentre la diffidenza verso oggetti e consistenze nuove resta abbastanza alta… cosa ci dice questo?
In un ambiente “fisso” e con poche variabili come quello di un terrario ( anche Bioattivo e con ambientazione naturalistica), la possibilità di alternare Neofobia e Neofilia viene meno, e quindi, il comportamento che avremo sarà quasi sempre quello legato alla naturale conservazione e quindi all’evitamento o alla risposta negativa alle novità, senza poter mai arrivare alla fase in cui la curiosità del nostro amico venga stimolata e gli venga data la possibilità di prendere coraggio ed esplorare nuovi spazi, nuovi odori e nuovi alimenti ( come invece in natura sappiamo che farebbe).

Questo è il primo grande limite dell’allevamento in cattività… la mancanza di stimoli di spazio che portano, riassumendo, il nostro geco ad avere quasi sempre, come prima risposta, un’ atteggiamento aggressivo o evitante.
Andando avanti nella nostra analisi, sappiamo che questi gechi formano gruppi familiari
temporanei, e quindi, non sono abituati a passare tutta la vita da soli, solitamente incontrano altri esemplari di sesso opposto, co-abitano per un periodo, si riproducono, e i baby, dopo un periodo di accrescimento si disperdono formando nuove reti di incontri, anche in questo caso, notiamo una differenza con la detenzione in cattività tale per cui, solitamente questi animali vengono invece gestiti singolarmente nei terrari.
Uno studio del 2024 ha infatti evidenziato, come la convivenza di diverse coppie di esemplari, accuratamente scelte in base alle compatibilità, all’interno dello stesso habitat abbiano fatto registrare delle differenze di abitudini circa l’occupazione del terrario, la confidenza con l’umano e l’atteggiamento di basking, si è infatti visto che, mentre prima a stesse condizioni di temperatura, illuminazione, umidità e fotoperiodo, gli esemplari gestiti singolarmente passassero molto più tempo nascosti, si mostravano raramente e occupavano quasi sempre lo spazio più lontano nel terrario, al contrario, quando sono diventati “coinquilini”, le abitudini sono cambiate, occupavano anche lo spazio frontale del terrario, si mostravano molto più frequentemente muovendosi di più, la ricerca di nascondigli si è sensibilmente ridotta e anche la reattività alla presenza dell’umano si è abbassata, facendo così concludere agli studiosi che, la condizione di ambiente di dimensioni adeguate, arricchimento ambientale e convivenza controllata aumentino la fitness e il benessere di questi animali.

A proposito dell’umano e del rapporto con il keeper ( o proprietario) e della manipolazione…
ma i nostri gechi Tokay, ci riconoscono?
Ebbene si!
I nostri gechi sono in grado di riconoscerci come dimostra uno studio del 2025, effettuato su diversi esemplari e in tre condizioni diverse.
Lo studio si poneva l’obiettivo di capire proprio se i gechi differenziano il loro comportamento in base ad un volto familiare o meno in due specifiche condizioni:
- ambiente familiare
- Nuovo ambiente
Gli studi hanno dimostrato, in estrema sintesi, che gli esemplari, maneggiati senza attenzioni, da keeper sconosciuti e conosciuti in ambienti nuovi, hanno reagito con evitamento e aggressività a questa interazione, al contrario, gli esemplari posti in ambiente abituale hanno perfettamente differenziato la manipolazione attenta e oculata dei keeper abituali, non avendo reazioni negative, alimentandosi tranquillamente, mentre dai keeper sconosciuti, nelle stesse condizioni hanno manifestato diffidenza. Tutte queste considerazioni ci portano a fare delle analisi e delle conclusioni, le risposte e la nomea di “bestia di Satana” che si portano dietro queste creature, sono in parte attribuibili alle condizioni di detenzioni non propriamente ottimali per l’etologia di questa specie, probabilmente, se a questi gechi offrissimo:
- possibilità di spazi dinamici
- Arricchimenti ambientali dinamici
- Arricchimenti alimentari
- Periodi con interazioni e convivenze studiate ( non a caso) con conspecifici compatibili
( ricordandoci che ogni individuo è un soggetto e va valutato come tale includendo uno studio sulle preferenze e che le convivenze parisesso possono portare a conflitti, quindi non è il caso di improvvisare)
- Un periodo adeguato di training al fine di fissare la fiducia e la relazione col loro proprietario o keeper di riferimento… quella nomea sarebbe solo un ricordo.
E’ importante comprendere come le esperienze negative influenzino poi il percorso di fiducia e la relativa risposta comportamentale degli animali, per questo, è fondamentale, che già dalle prime manipolazioni, e interazioni ci sia attenzione, studio e tecnica, al fine di instaurare da subito una relazione positiva con il geco… se si utilizzano i giusti metodi e le giuste tempistiche poi… sarà tutto in discesa, questo aumenterà il benessere psicofisico del vostro animale.
Ad oggi gli studi su questa specie sono ancora in via di sviluppo, purtroppo i bias cognitivi che per anni abbiamo portato avanti sui rettili, fanno sì che lo studio dell’etologia di questi magnifici animali sia ancora molto indietro, stiamo sdoganando solo adesso alcuni concetti circa le loro capacità di apprendimento e cognitive, queste basi però ci fanno capire che c’è ancora un mondo da scoprire.
Fonti:
Tokay geckos adjust their behaviour based on handler familiarity but according to context
• Isabel Damas-Moreira, Lauriane Bégué, Eva Ringler & Birgit Szabo
Scientific Reports
volume
15, Article number: 11364 (2025
-March 2024, 106179
Changes in enclosure use and basking behaviour associated with pair housing in Tokay geckos
(Gekko gecko)
Birgit Szabo 1
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Szabo, B., Ringler, E. Fear of the new? Geckos hesitate to attack novel prey, feed near objects
and enter a novel space. Anim Cogn 26, 537–549 (2023). https://doi.org/10.1007/
s10071-022-01693-7

